Dal XVI secolo, i caffè hanno svolto una funzione vitale nella vita culturale di ogni paese. I confronti, le dispute, le esibizioni, la stesura di manifesti programmatici degli scrittori e degli artisti hanno trovato nel caffè letterario un rifugio, una zona franca, un’incubatrice delle idee,
Le Procope, a Parigi, accoglieva Voltaire e Rousseau; le Giubbe Rosse, a Firenze, erano il punto di riferimento per Soffici, Palazzeschi, Campana e tanti altri; ai tavolini del Café Literaturna, a San Pietroburgo, sedettero, fra gli altri, Puškin, Belinskij, Dostoevskij… e l’elenco sarebbe lungo.
Nella grande mappa europea dei caffè letterari, la vita del Romanisches Café si svolge parallelamente ai conflitti che percorsero la Germania al termine della prima guerra mondiale e che sfociarono, fra il 1919 e il 1933, nella drammatica esperienza della Repubblica di Weimar.
Riletti oggi, i nomi dei frequentatori del Romanisches, ci appaiono come una parata irripetibile degli ingegni più lucidi e corrosivi della cultura tedesca del tempo:Bertolt Brecht, George Grosz, Ernst Toller, Otto Dix, Walter Benjamin, Else Lasker-Schüler… ciascuno impegnato in una personale ricerca, ma accomunati da un’identica tensione morale.
Lo spettacolo Romanisches Café Berlin è un viaggio attraverso le parole, le musiche e le idee nate da quella esperienza irripetibile. I song d’epoca, eseguiti dal vivo e accompagnati dal pianoforte, si alternano alle performance degli attori e alle letture originali in lingua tedesca, per ricostruire una stagione che, a distanza di un secolo, ci appare di scottante attualità.
(Alberto Gozzi)
